Messaggio rivolto a chi si sta avvicinando al mondo della fotografia
Nel metodo fotografico c’è una vita intera ed è bene mettere a frutto tutto il proprio vissuto, tutte le lezioni di vita imparate nel corso del tempo traendone ispirazione.
Non vi è né un giusto né uno sbagliato poiché ogni elemento che ci caratterizza fa parte di noi e tutti questi elementi saranno i componenti del nostro stile personale che via via verrà rifinito e modellato, ed arricchito di ogni nuova esperienza.
Man mano che si cresce, si acquisiscono elementi strutturali che ci guideranno ed accompagneranno nel nostro percorso di crescita fotografica.
Studiare la tecnica e padroneggiarla, applicarla e sperimentarla è esattamente come imparare a parlare; si sente e si ripete più volte, poi si associa un significato alle parole ed infine ci si esprime come meglio crediamo utilizzando quel linguaggio affinché chi parla la nostra lingua (fotografica) possa capire e noi potremo interfacciarci meglio con le persone ed il mondo circostante.
Ricordiamo che l’autoapprendimento fa parte di noi e se ci circondano di persone competenti apprenderemo prima e meglio questo linguaggio e sappi, sappiate, che non c’è mai fine all’apprendimento.
Studia, applicati, e comunica utilizzando la tua esperienza di vita, attraverso la fotografia.
1ª regola: tutto fa brodo:
Ricordo un discorso di Galimberti (il fotografo) in cui raccontava di come il suo lavoro in cantiere con suo padre l’abbia messo in rotta verso la sua personale visione.
Pertanto un vissuto emotivo, una circostanza vissuta ed assorbita attraverso i sensi ed interiorizzata, parte di una vicenda che ti ha interessato, raccontare chi sei, esprimere un disagio e narrare una storia di qualsivoglia natura sono elementi fondamentali per una buona fotografia, autentica, originale e peculiare.
Se ti stai avvicinando alla fotografia non è un caso, significa che hai qualcosa dentro che ha bisogno di parlare, ha bisogno di attenzione di essere messo in luce.
Personalmente fotografo per far parlare la mia anima che è stracolma di vissuti costruttivi, come la schizofrenia e quando fotografo mi sento connesso all’universo, rappresentando l’immateriale che mi abita, cogliendo stati emotivi caratteristici e non fondanti della mia persona.
Fotografo, attraverso il ritrattismo, attimi di passaggio con emozioni uniche, personali, intense e rigogliose.
Non si può parlare, secondo me, di ricerca dello stile poiché lo stile è già dentro di te e vivendo, partecipando a mostre, parlando con altri Fotografi, sfogliando un libro, un catalogo, parlando con persone affini alla tua anima, il tuo sé coglierà gli elementi di rimando opportunamente scelti per metterti in condizione di parlare fotograficamente, sfoggiando la tua capacità comunicativa che diventerà o ritroverai come tuo stile personale, unico ed irripetibile.
D.B.