Fotografia #8 — L’arte fotografica



Secondo me La fotografia rientra nell’artigianato e ci sono diversi modi di interpretarla.
Secondo Ferdinando Scianna c’è una doppia visione dell’atto fotografico partendo principalmente dall’etimologia della parola.
Egli dice: “Foto-grafia può significare scrittura di luce oppure scrivere con la luce”.

Secondo me valgono entrambe e non c’è una verità assoluta, bensì quando si parla di arte credo sia meglio lasciare aperte le interpretazioni poiché un fotografo riceve la fotografia e nell’istante in cui cattura l’immagine la modella a modo proprio, attraverso inquadrature e accortezze che vanno prese sia in fase di scatto che in fase di sviluppo e stampa.
La magia avviene in tutte queste situazioni.

L’arte sta proprio nel connubio tra la scrittura automatica della luce di fronte ai nostri occhi ed il carattere che dà il fotografo, l’impronta stilistica, a quella luce.

Se l’immagine è ricevuta allora ci si lascia trasportare a premere il pulsante di scatto.
Se ricercata e quindi scritta di proprio “pugno” la fotografia si può dire creata, ma preferisco ricercata.
In entrambi i casi fotografare è una ricerca, un impulso che nasce dentro chi fotografa che và via via raffinandosi dando così un imprinting alla ricerca al fine di ritrovare la propria unicità, l’essenza che ci abita.
Parlo di artigianato proprio perché è un lavoro che viene svolto con tutti i sensi della persona – che non sono solo 5 o 6 a seconda dell’interpretazione – il primo che entra in azione è l’istinto, passando per la vista ed il tatto fino ad arrivare a quel senso che rappresenta il compimento.
Questo compimento avviene in tre fasi, prima nella raccolta dell’informazione (scatto) poi nella trasformazione o raffinatura (sviluppo) ed infine nella materializzazione (stampa).
È un lavoro complesso e delicato in cui le mani ce le si sporca davvero, sia in analogico che in digitale e l’appagamento è presente in ognuna di queste tre fasi.

C’è chi ricerca l’immagine perfetta e chi vive di ogni immagine che raccoglie facendone un racconto più che altro presente di ciò che vive ed entrambe le vie hanno un moto proprio, talvolta simile ma con due destini differenti.

In soldoni c’è chi lo fa per raggiungere una meta, quindi proiettando le risorse sul futuro e chi invece vive nel presente, semplicemente leggendo l’informazione grezza o trasformata.

Pubblicato da Davide Bilancia

Fotografo

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